TAC CONE BEAM

La  tomografia computerizzata in radiologia

In questi ultimi anni, si è fatta strada una nuova metodicala Tomografia computerizzata a fascio conico detta Cone Beam.

Come funziona la Tac Cone beam?

La Tac cone beam utilizza un fascio di raggi x conico fra la sorgente radiogena e i detettori, Nella Tac Cone beam con una sola rotazione, può essere acquisito un intero set di dati volumetrici che viene elaborato da un software specifico 3D.

Al giorno d’oggi le Tac cone beam destinate all’esame della testa e del collo hanno protocolli di esposizione applicazione-specifici, con irradiazioni limitate a piccole aree di interesse ed esposizione alle radiazioni minima delle zone adiacenti. Possono quindi essere usate fonti radiogene meno potenti di quelle delle tac tradizionali.
La dose di raggi subita da un paziente a seguito di una Tac cone beam è dalle 5 alle 10 volte inferiore rispetto ad una tac tradizionale.Una Tac cone beam equivale a circa 2-4 panoramiche.
L’indicazione principe di questa tecnica è quindi la diagnostica a carico dei tessuti dentali ed ossei.
La Tac cone beam è validissima nel documentare tutti i dettagli anatomici ossei: estensione ed anatomia dei seni mascellari,decorso del nervo alveolare inferiore e di altre terminazioni nervose endoossee,posizione dei denti specie quelli inclusi,anatomia di eventuali fratture ossee o dentali, dimensioni e struttura delle ossa mascellari, ecc. Quindi le applicazioni variano dalla implantologia, alla chirurgia orale, all’ortodonzia.

 

Questa tecnica radiologica è quindi estremamente promettente, LA TAC CONE BEAM , SI STA DIFFONDENDO GRADUALMENTE NELL’USO DEGLI STUDI DENTISTICI COME MEZZO UTILIZZATO SENZA LA CONSULTAZIONE DI UN RADIOLOGO.

 

Esistono programmi informatici che consentono una programmazione estremamente accurata dell’implantologia. In pratica, questi programmi consentono di simulare il posizionamento virtuale dell’impianto nel mascellare valutandone l’inclinazione, la lunghezza, la profondità, tenendo presente i dettagli anatomici del caso e le caratteristiche della protesi fissa che verrà supportata dall’impianto stesso.

Sulla scorta di queste valutazioni vengono costruite delle guide chirurgiche tramite le quali l’implantologo può direttamente applicare l’impianto nel cavo orale del paziente con una invasività chirurgica minima. Infatti, tutti i dettagli dell’anatomia ossea del paziente sono stati studiati precedentemente.L’intervento diviene quindi minimo e si riducono proporzionalmente i tempi ed i disagi conseguenti alla chirurgia. La massima applicazione di questo approccio e’ costituita dai casi di edentulia completa (totale mancanza dei denti) nei quali l’uso di queste mascherine chirurgiche facilita enormemente l’inserimento di un numero notevole di impianti e consente l’applicazione di provvisori immediati fissi.

Uno svantaggio è che si rendono necessarie mascherine chirurgiche che vengono progettate e realizzate dalle ditte che hanno realizzato i software e questo costituisce un costo aggiuntivo.

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